Abbazia benedettina – ex Monastero

San Paolo d'Argon | Luoghi religiosi

Napoleone, l’archistar e la nuova vita dell’ex monastero della Val Cavallina

Questo piccolo gioiello d’arte e architettura sacra incastonato nelle porte della Val Cavallina porta la firma di Pietro Isabello. Oggi lo chiameremmo archistar questo progettista tra i più richiesti nel Cinquecento. Sua la prima ricostruzione di questa Abbazia millenaria, che oggi oltre a essere un bene culturale da scoprire è anche un centro di raccoglimento dedicato alla spiritualità.

 

Sull’atto di nascita di questo monastero non manca nulla rispetto ai molti antichi luoghi dalle origini fumose: precisissima la data di nascita il 19 maggio del 1079. Paternità: il Conte Giselberto che dona il terreno nei pressi del monte Argon affinché ospiti un complesso dedicato ai Santi Pietro e Paolo, 13 gli anni necessari per l’allora rapida conclusione dei lavori. Padrino: Giovanni Battista Colleoni, nipote del grande condottiero Bartolomeo al servizio della Repubblica di Venezia, è lui che ottiene la gestione del monastero, che nel 1496 diventerà abbazia.

Poco dopo, nel 1512 la prima ricostruzione dell’abbazia arricchirà l’edificio di un chiostro piccolo dal gusto rinascimentale con decorazioni in cotto e capitelli dai fregi ricercati, progettati da Pietro Isabello, che firmerà anche gli interventi successivi: dal refettorio diventato poi cappella, al secondo chiostro del complesso, con il suo pozzo al centro di un loggiato rettangolare di 32 colonne, in cui ancora oggi trovare pace e raccoglimento. Ad arricchire gli interni dell’abbazia saranno la splendida Sala Capitolare, gli affreschi seicenteschi del refettorio firmati dal veronese Lorenzetti.

Come accade in tutti i luoghi sacri Italiani, nel 1797 su ordine di Napoleone il monastero viene svuotato di ogni suo bene per poi essere soppresso e trasformato in una casa colonica. Quasi 140 anni dopo l’abbazia torna alla Chiesa quando nel 1935 i coniugi Prometti lo donano al Vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi, che lo destinerà al Patronato San Vincenzo di don Bepo Vavassori: dal 1978 il prete ha trasformato il complesso in un centro di spiritualità.

Promozione e valorizzazione a cura dell’Associazione inChiostro. Incontri e itinerari d’arte

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