Chiesa parrocchiale di San Giorgio

Zandobbio | Luoghi religiosi

Romanico e bizantino nel paese delle cave di marmo

Il tabernacolo, il coro e il pulpito finemente intagliati sono tra i capolavori di questa chiesa del Cinquecento, rifatta interamente nel 1709 come testimonia la data che compare sull’architrave all’ingresso e intitolata a San Giorgio nel 1734. Una facciata in marmo custodisce un interno di preziosi stucchi e un capolavoro di uno dei più importanti pittori bergamaschi del Seicento.

 

Lasciandosi alle spalle la splendida facciata in Dolomia di Zandobbio, la parrocchiale del paese si presenta ricchissima di dorature e marmi preziosi, a cui si aggiunge La Trinità, un’opera di Gian Paolo Cavagna, figura chiave nel panorama culturale cinque-seicentesco, con la sua pittura influenzata dal Tintoretto e dal Moroni.

Tra le opere custodite in questa chiesa anche due opere del bergamasco Francesco Zucco: una coppia di santi identificati probabilmente come San Lorenzo e San Giorgio e la Madonna del Rosario che oggi si trova nella sagrestia. Un altro capolavoro si scopre alzando lo sguardo verso la cupola: qui infatti si trova la Trasfigurazione del pittore svizzero Vincenzo Angelo Orelli.

Da non perdere anche il tabernacolo dei Fantoni, che si trova sull’altare maggiore della chiesa di San Giorgio, dove per anni rimase anche il celebre confessionale realizzato dalla famiglia di incisori e scultori bergamaschi su commissione del canonico della chiesa Gian Pietro Mazza e ceduto poi alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, dove si trova ancora oggi.

 

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