Ex filanda di San Paolo d’Argon

Un moderno sistema di lavoro e nursery per le donne di fine ‘800

Il piccolo filatoio nel centro di San Paolo d’Argon fu costruito per evitare alle lavoratrici di diventare pendolari e lasciare il paese per guadagnare il pane. L’intuizione del parroco don Deleidi fu geniale, affiancare alla piccola filanda un asilo per i bambini delle lavoratrici: un concetto di welfare all’avanguardia considerando che si era nel 1898.

 

Il piccolo setificio dove oggi si trovano gli uffici comunali e la biblioteca fu infatti concepito in un’ottica assistenziale, per favorire la vita della comunità di San Paolo d’Argon e la sua coesione sociale.

Portare un’azienda in paese significava anche contrastare l’emigrazione e lo svuotamento del borgo e l’idea del parroco in questo senso precorre i tempi dell’attuale crisi in cui gli italiani lasciano il loro paese cercando lavoro all’estero.

L’attività della filanda proseguì per tutta la prima metà del Novecento e nel 1929 l’azienda finì in mano a una donna Olga Rosa Brigatti, che dichiarò alla Camera di Commercio un’attività di torcitura e preparazione della seta.

Dopo la vendita dell’attività a una società genovese, la filanda nel 1956 venne completamente distrutta, si salvarono solo i muri e l’imponente ciminiera. Tre anni dopo l’attività industriale cessò del tutto.

Oggi questo luogo del lavoro si è trasformato in un luogo di comunità e di cultura, di servizio al cittadino e di attività legate alla lettura e all’approfondimento.

 

Promozione e valorizzazione a cura dell’Associazione inChiostro.Itinerari e incontri d’arte

 

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