BiciTour del Romanico

Il BiciTour prevede partenza e arrivo alla stazione ferroviaria di Gorlago-Montello e si compone di 8 tappe, durante le quali vengono toccati 7 monumenti religiosi risalenti al periodo Romanico.

Attraversando i comuni di Montello, Gorlago, Zandobbio, Trescore Balneario, Cenate Sotto e San Paolo d’Argon, il tour consente di unire la scoperta dei tesori di arte sacra della bassa Val Cavallina con il piacere di una gita in bicicletta alla portata di tutti.

——IL PERCORSO (SCARICA IL PDF)——

  • TAPPA 1 – Dalla stazione FFSS  Montello/Gorlago alla Chiesetta di Sant’Andrea
    Lunghezza: 2,90km
    Durata: 9,45 minuti

—La Stazione (Montello)—

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Una società privata, appoggiata dal governo Austro-Ungarico iniziò i lavori nel 1845, per costruire la “Strada Ferrata Lombardo Veneto” che collegava Milano con Venezia, passando per Bergamo, Brescia, Verona, Padova, toccando direttamente Montello.
Il primo tronco Milano-Bergamo venne costruito negli anni 1845-1850, mentre il secondo , la linea Bergamo-Brescia, poté essere completato negli anni 1850-1855. L’intero tracciato venne ultimato nel 1857 con la costruzione del lungo ponte  sulla laguna di 3,5 km.
Negli anni 1853-1855, venne costruita anche la stazione di Costa-Monticelli-Gorlago che ebbe una particolare importanza perché situata allo sbocco di una valle intensamente urbanizzata, gravitante da sempre su Trescore, centro termale e capoluogo del distretto.
In origine, la ferrovia, data l’importanza del tracciato, venne realizzata con un doppio binario e per un ventennio ebbe un traffico notevole. Infatti, tra le tante linee, ospitò anche l’Orient Express, il treno particolarmente veloce che collegò Londra e Parigi con Istambul, mediante le grosse locomotive “691”, capaci di imprimere ai convogli velocità fino a 130 km orari.
Verso la fine del 1800, il secondo binario venne smantellato su tutta la linea Bergamo-Brescia, che divenne linea secondaria a causa della nuova variante Treviglio-Rovato.
La stazione ebbe inizialmente il nome di Gorlago ma, nel 1927, con la fusione dei due comuni di Costa e di Monticelli venne denominata Gorlago/Costa-Monticelli. Durante il conflitto mondiale, alla stazione fecero scalo treni ospedale per il trasporto dei feriti a Trescore ed a Calcinate.
Negli anni 1941-1945, in più occasioni, la stazione venne presa di mira dagli aerei nemici, per la presenza di truppe tedesche , stanziate presso l’ex “Italcementi” (Smantellato nel 1930).
Nel 1964, la stazione mutò il nome in Montello-Gorlago. Nel 1972, l’intera linea Bergamo-Brescia venne finalmente elettrificata e due anni più tardi tutta la linea venne dotata di apparecchiature elettroniche di sicurezza, per il controllo automatico del traffico a distanza, che contribuirono a rendere la linea sicura e al passo con i tempi. La stazione non mutò fisionomia negli anni e mantenne inalterata la struttura. Ancora oggi, essa può essere considerata esempio di fabbricato ferroviario, come veniva concepito nella metà del secolo XIX.

(Tratto da: Montello 1955/1995, quarant’anni di autonomia. Di Mario Merlini)

—Chiesetta di Sant’Andrea apostolo in Castello (Gorlago)—

Conosciuta anche come chiesa di Sant’Anna, è ubicata nel centro di Gorlago, presso il castello, ed è stata la prima chiesa del paese, pur non avendo mai assunto il ruolo di parrocchiale in quanto destinata ad uso privato dei signori Lanzi, prima, e dei Guarnieri poi, proprietari del maniero.
Le sue antiche origini si desumono sia dalla struttura delle murature originali conservatesi, sia da fonti documentarie del XIII secolo; l’edificio viene infatti nominato per la prima volta in un documento del 1260 ove sono elencate le chiese che dovevano versare un contributo annuo a Roma.
Profondamente trasformata durante i secoli, la chiesa presenta una pianta a tre corte navate divise in due campate da colonne cinquecentesche e copertura con volte a crociera.
L’aula, perfettamente orientata, termina ad est con tre absidi, di cui la centrale sporgente e di maggiori dimensioni rispetto alle laterali, che risultano invece incassate nella muratura perimetrale esterno.
Questa parte dell’edificio, sicuramente la più antica, è impreziosita da interessanti affreschi realizzati in occasione degli ammodernamenti effettuati durante il XVI secolo.
Questi, raffigurano Sant’Andrea, la Madonna e i santi Filippo e Giacomo (abbside centrale); la Madonna Addolorata sostiene il Cristo Morto, con ai piedi la Maddalena e ai lati alcuni santi, tra cui Gerolamo, Biagio e Agata (absidiola destra); San Bartolomeo tra i santi Semastiano e Rocco (absidiola sinistra).
In tutte le absidi compare infine la figura del Padre Eterno, attorniato da angeli.
Il tempio, utilizzato anche come sepolcro dai Guarnieri, ancora conserva le tombe di famiglia dei nobili Alessio, Paolo e dei castellani.
Si suppone che in origine la chiesa presentasse una planimetria a croce greca, assumendo l’attuale aspetto solamente durante il Cinquecento, quando la navata venne ampliata e i muri perimetrali esterni dei bracci inferiori della croce abbattuti e sostituiti dalle due colonne con funzione di sostegno per le nuove volte. La facciata, originariamente con tetto a capanna, assunse in quel periodo l’attuale aspetto e le aggiunte derivate dalle operazioni di rinnovo strutturale sono chiaramente leggibili nell’eterogeneità dei paramenti murari.

(Tratto da: Sulle tracce del romanico in Provincia di Bergamo, edito da Provincia di Bergamo)

  • TAPPA 2 – Da Sant’Andrea alla Chiesa di S. Giorgio in Campis
    Lunghezza: 3,85 km
    Durata: 17 minuti

—Chiesa di San Giorgio in Campis (Zandobbio)

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La chiesa di San Giorgio in Campis sorge isolata a sud dell’abitato di Zandobbio, in prossimità del cimiteri. Ma si suppone che l’insediamento medievale sorgesse nelle vicinanze di questa chiesa, per essere attratta verso l’attuale ubicazione solo in epoca più tarda.
Non vi sono documenti che attestino la data di costruzione dell’edificio; Elia Fornoni, riferendo di tale costruzione annotava: “ Come non si sa quando la chiesa di Zandobbio fu creata parrocchia, non si sa quando sorse la chiesa di San Giorgio. Tuttavia è certo che questa fu innalzata molto prima, poiché le parti più antiche della sua costruzione ricordano l’undicesimo e il dodicesimo secolo. La sua torre companaria è quasi uguale a quella della chiesuola di San Michele di Almè, che è una delle chiese più antiche del nostro contado”. Sino al XVI secolo, quando le prerogative parrocchiali furono assunte dalla chiesa di Santa Maria, San Giorgio rimase la chiesa principale di Zandobbio. L’edificio denota diverse fasi di trasformazione, rimanendo superstite la struttura romanica solamente a livello dell’abside, del presbiterio e del campanile. Operazioni di ampliamento all’edificio originario vennero eseguite tra il XIV e il XVI secolo; in particolare fu realizzata la navata ad archi traversi (decentrata rispetto all’abside), poi dotata di portico, sacrestia e cappella votiva dei santi Lorenzo e Fermo, quest’ultima trasformata in locale accessorio nel 1813. L’abside semicircolare e dotata di tre monofore disposte simmetricamente e con strombatura esterna e interna, ben si inserisce nei modelli tipologici del romanico della zona; l’emiciclo si presenta però alquanto soprelevato rispetto all’altezza originaria, segnalata da semplice cornicione in pietra e risulta coperta da coppi, apposti in sostituzione delle tradizionali lastre calcaree. Elemento di maggior interesse del complesso chiesastico è sicuramente il campanile, una delle torre campanarie romaniche meglio conservate dell’intero territorio provinciale, interamente costruito utilizzando grossi conci di pietra calcarea locale. La cella campanaria è dotata di quattro bifore con ghiere in arenaria e pilastrini – sempre della medesima pietra – dotati di capitelli allungati che ben si raccordano allo spessore della soprastante muratura. Quest’ultima, all’altezza delle cuspidi sottostanti la copertura a capanna, lasci intravedere spalle in pietra di piccole finestrelle, ora tamponate. La chiesa di San Giorgio conserva all’interno interessanti affreschi, tra cui, nella calotta absidale racchiuso nella mandorla, il Cristo assiso con il globo in mano e ai lati le figure simboliche degli evangelisti, della Vergine e di San Giorgio (XV secolo); al di sotto, una serie di figure di santi eseguiti in epoche diverse (XIII – XV secolo) completa il ciclo pittorico dell’abside. Altri affreschi, risalenti al XVI secolo impreziosiscono la navata, mentre all’esterno risaltano le figure di San Cristoforo, di un vescovo e di San Martino a cavallo.

  • TAPPA 3 – Da San Giorgio a San Cassiano
    Lunghezza: 3,18km
    Durata:
    11 minuti

—Chiesa di San Cassiano (Trescore Balneario)—


Isolata in mezzo ai campi a sud del nucleo storico di Torre, dell’originaria chiesa della vicinia della Torre rimangono solamente i resti del catino absidale. Documentata nel 1105 assieme alla chiesa di San Carpoforo (ora San Vincenzo), San Cassiano divenne la chiesa della comunità di torre allorquando nel 1121 la chiesa di San Vincenzo – situata in prossimità del nucleo abitato – entrò a far parte dei possedimenti del monastero di San Paolo d’Argon.
In realtà anche San Cassiano era stata sottoposta all’obbedienza e alla disposizione del monastero benedettino, ma continuò a mantenere un proprio di tre benefici.
Di questo antico tempio si sa che era già ridotto a rudere nel XVI secolo e che fu adattato a sentinella in quello successivo. Le murature superstiti, realizzate impiegando grossi conci ben tagliati di pietra calcarea, denotano una raffinata tecnica costruttiva, specialmente a livello delle aperture a monofora a semplice strombatura, con i conci delle ghiere perfettamente sagomati e posti in opera con il minimo utilizzo di legante.
Gli interventi di restauro eseguiti in anni recenti hanno provveduto a liberare l’emiciclo dagli strati di intonaco, mettendo in luce l’apparecchiatura muraria superiore, realizzata con materiali poveri quali ciottoli di fiume e pietrame a varia pezzatura.
L’interno del catino absidale conserva alcuni pregevoli affreschi realizzati durante i contagi di peste seicenteschi.

  • TAPPA 4 – Da San Cassiano a San Vincenzo alla Torre
    Lunghezza: 0,85 km
    Durata: 3,10 minuti

—Chiesa di San Vincenzo alla Torre (Trescore Balneario)—

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La chiesa di San Vincenzo alla Torre sorge al centro della frazione Torre di Trescore Balneario, antico villaggio medievale aperto, costituito da una sequenza discontinua di nuclei agricoli sovente dotati di autonome fortificazioni.
Pur non avendo un particolare risalto all’interno del tessuto urbanistico della frazione, la chiesa di San Vincenzo risulta particolarmente importante sia in quanto insiste su una preesistente struttura religiosa d’epoca carolingia (San Carpoforo), sia per l’ottimo stato di conservazione delle sue murature, sia infine per l’utilizzo di alcune soluzioni costruttive non riscontrabili negli altri edifici religiosi coevi della zona.
La chiesa, che dal 1121 divenne sussidiaria del monastero di San Paolo d’Argon, conserva nella parete meridionale – e il fatto sembra ormai avvalorato dagli storici locali che hanno studiato l’edificio – i preziosi resti murari dell’antica chiesa di San Carpoforo, databili al IX secolo.
Questa antica muratura, realizzata impiegando ciottoli e pietre di pezzatura minuta, assemblati in corsi assai regolari utilizzando abbondante legante, si differenzia in modo netto dai perimetrali d’epoca romanica, realizzati con conci di pietra da taglio rigorosamente sagomati e assemblati in opera con il minimo impiego di malte.
In particolare, risaltano la monofora con i conci solo approssimativamente cuneiformi della ghiera, i cantonali, anch’essi realizzati con la medesima tecnica muraria e alcuni elementi (tra cui una lastra riportante un’iscrizione dedicatoria) reimpiegati nel portale in facciata nord.
Tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo la chiesa carolingia venne ampliata alle attuali dimensioni impiegando conci di pietra calcarea ben squadrati e levigati; una particolare attenzione venne dedicata all’inserimento della porta e delle finestre, queste ultime aperte sul fronte settentrionale e sull’abside, utilizzando la soluzione ad architrave per la prima, e quella a centinatura per la seconda.
La finestra dell’abside, in particolare, si discosta per forma e per maggiori dimensioni da quelle abitualmente realizzate nelle altre chiese romaniche della zona, dove a livello dell’emiciclo absidale è ripetuto con costanza il motivo a tre monofore simmetriche.
Il portale, inoltre, provvisto di architrave lunettata, ampiamente diffusa nell’Isola Bergamasca e nell’Almennese, non trova equivalenti negli altri impianti romanici della zona.
La parete occidentale della chiesa, priva di ingresso, con il rosone in laterizi sagomati e la muratura superiore in ciottolidi fiume disposti a spina di pesce risale infine alla metà del XIV secolo.

  • TAPPA 5 – Da San Vincenzo alla Chiesetta dei Santi Nazario e Celso
    Lunghezza: 2,13 km
    Durata: 9,25 minuti

—Chiesetta dei Santi Nazario e Celso (Cenate Sotto)—

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Posta sul panoramico dosso che separa Cenate Sotto da Cenate Sopra, accanto alla villa Lupi – Albini, complesso residenziale a più corpi di fabbrica insistenti su una precedente fortificazione del XI-XIII secolo, la chiesa di San Nazario e Celso conserva ancora integro l’originario impianto medievale ad aula unica con abside semicircolare perfettamente orientata a est e copertura a capanna a doppia falda sorretta da travature in legno.
Proprio la parte absidale dell’edificio, con paramenti murari composti da conci in pietra calcarea ben sagomati e perfettamente raccordati al rettangolo dell’aula, l’assenza di decorazioni e l’impiego di monofore a semplice sguincio di raffinata fattura (in questo caso le aperture sono due), ben si accomuna con gli altri edifici romanici di questa zona.
La facciata, anch’essa semplice, con portale centrale e finestrelle rettangolari disposte simmetricamente ad esso è invece il frutto di rifacimenti seicenteschi, riscontrabili parimenti nella finestra del perimetrale nord, nella porta del fronte meridionale e nel piccolo campanile a vela.
L’interno, assai semplice, è vivacizzato da alcuni affreschi del Quattrocento, tra i quali spiccano un’assai rovinata Maiestas Domini nella mandorla e la figura di Sant’Alessandro a cavallo.

  • TAPPA 6 – Dalla Chiesetta dei Santi Nazario e Celso alla Chiesetta di San Pietro
    Lunghezza: 3,63 km
    Durata: 12 minuti

—Chiesetta di San Pietro delle Passere (S. Paolo d’Argon)—

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Situata ai margini della strada statale n° 42, alla periferia dell’abitato di San Paolo d’Argon, la chiesa di San Pietro delle Passere, per le strutture più antiche , risale al secolo XI, ma conserva murature risalenti a fasi successive, come recentemente rilevato dall’analisi stratigrafica condotta sull’edificio.
Le strutture più antiche coincidenti con l’abside, il basamento del companile e con parte delle pareti laterali, lasciano ipotizzare che la primitiva chiesetta romanica possedesse dimensioni assai prossime a quelle dell’edificio attuale. L’assetto volumetrico attuale, risalente da consistenti interventi di ricostruzione, risale invece al 1335.
Ulteriori interventi modificativi, di minore portata si sono susseguiti da XVI secolo in avanti; i principali hanno riguardato la parziale ricostruzione e contraffortatura della parete settentrionale (XVI secolo), il sovralzo dell’abside e il tamponamento delle monofore in previsione della realizzazione di affreschi interni (XVIII secolo) l’aggiunta del campanile e di un piccolo vano esterno (XVIII secolo), poi demoliti nella prima metà del XX secolo. Gli interventi di restauro condotti nel 1973 hanno consentito di asportare gli intonaci settecenteschi, mettendo in luce le antiche murature e di riaprire due delle tre monofore absidali tamponate; in quella circostanza è stato anche costruito il campanile a vela, su disegno di monsignor Luigi Pagnoni. All’esterno, l’abside è scandita da lesene rettangolari che, con il coronamento a tre archetti ciechi – invero assai deteriorati – , la ripartiscono in quattro specchiature, tre delle quali provviste di monofore (una di esse, quella centrale, è ancora tamponata). La disposizione delle monofore, unitamente alla distribuzione delle specchiature, danno origine ad una particolare asimmetria dell’abside, riscontrabile anche in un’apertura tamponata in corso d’opera, collocata nella prima specchiatura ad un’altezza inferiore rispetto alle altre monofore, segno evidente di incertezze e ripensamenti da parte delle maestranze impegnate nella realizzazione dell’edificio. All’interno spiccano alcuni interessanti affreschi del cinquecente tra cui un San Pietro, la Natività, la Madonna del Latte e Sant’Antonio Abate. Il seicentesco affresco della conca absidale, raffigurante San Pietro in Gloria è attribuito al pennello del clusonese Antonio Cifrondi.

  • TAPPA 7 – Da San Giorgio alla Chiesetta di San Lorenzo
    Lunghezza: 1,8 km
    Durata: 6,45 minuti

—Chiesetta di San Lorenzo (S.Paolo d’Argon)—

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Ubicata in aperta campagna, a sud dell’abitato di San Paolo d’Argon lungo la strada per Montello, quella di San Lorenzo si ritiene fosse la chiesa dell’antico nucleo di Matalone (probabilmente non da intendersi come villaggio unitario ma piuttosto come un insieme di piccoli insediamenti rurali sparsi nella pianura tra Cenate Sotto e Gorlago), oggi scomparso, divenendo in seguito sussidiaria del monastero di San Paolo d’Argon. La costruzione, ad aula unica e pianta rettangolare; conserva nei semplici paramenti murari della parte absidale, perfettamente orientata, le parti più antiche, essendo stato il rimanente corpo dell’edificio modificato durante il secolo XVII con la realizzazione della copertura voltata in laterizi, con l’apertura delle finestre rettangolari in facciata e sulle fronti laterali e con l’apposizione del piccolo campanile a vela. L’edificio restaurato nel 1975, conserva sulle pareti interne della navata alcune tracce di affreschi databili al primo cinquecento e altri, settecenteschi, nel catino absidale.

  • TAPPA 8 – Da San Lorenzo ritorno alla stazione
    Lunghezza: 1,45 km
    Durata: 4,20 minuti

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Lunghezza totale del percorso: 19,8 km
Tempo in movimento: 73 minuti
Durata media visita guidata: 20 minuti (tot. 140 minuti)
Durata totale del Bicitour: 3h e 55 min

Il BiciTour del Romanico alle porte della Val Cavallina è un progetto del Comitato turistico inValcavallina in collaborazione con l’Associazione culturale inChiostro.

In allegato traccia gpx e scheda descrittiva del percorso.